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URBANA

La Chiesa e il Monastero di San Salvaro

Il complesso di S. Salvaro, posto sulle rive del fiume Fratta, era parte del territorio dei “Tre Contà”. Il Gloria ricorda che l’edificio è nominato già in documenti del 1084 e poi del 1099 in un lascito redatto da un certo Prete Hondo “In loco Sancto Salvatoris”, in cui dona detta chiesa con case, alla “Scola sacerdotum plebe S. Marie de vico Casale que est costructa in honore S. Salvatoris”. S. Salvaro era quindi una collegiata che dipendeva dalla Pieve di Casale, territorialmente importante, poiché lembo estremo della diocesi di Padova di là del Fratta, entro le terre veronesi.

 

Altre notizie della chiesa sono del 1100, anno in cui Folco Marchese “habitator in castro cui dicitur Mantagnana” dona a “Sancto Salvatoris” possedimenti presso Marega, e del 1186, tempo in cui si eseguono nelle murature restauri e riedificazioni e viene costruito, presso le mura dell’antichissimo edificio religioso, il convento che, fino al 1408 fu guidato dai monaci Agostiniani, quindi dai Camaldolesi e infine, nel 1690, dai sacerdoti diocesani.

 

La Chiesa di San Salvaro

La Chiesa di San Salvaro

Oggi l’intero complesso appare restaurato e offre ancora al visitatore la possibilità di leggere fra le sue mura le fasi della sua storia. Il semplice campanile si erge nella pianura forte dei suoi antichi mattoni, mentre nel tessuto murario della chiesa appaiono chiare le linee di quel semplice Romanico che dopo il Mille caratterizzò pievi e conventi. Interessanti sono le tracce delle finestrelle e dell’antico ingresso, sotto il portico cinquecentesco, ed eloquente per il sistema costruttivo è la parte esterna dell’abside, oggi chiusa fra altre murature. Colonne e archi sono presenti all’interno del monastero, ancora in parte murati o messi in luce a tutto tondo dai recenti restauri, a segnare i resti dei chiostri e le ristrutturazioni avvenute.

 

L’interno della chiesa è di linee settecentesche, ma di grande interesse è l’affresco del semicatino absidale che rappresenta un ieratico Cristo Pantocratore d’impronta duecentesca, racchiuso entro la sua mandorla fiammeggiante, con il Vangelo aperto sulla sinistra e fra le antiche scritte “SALVATOR MUNDI SALVA NOS”.

 

Dettaglio dell'Abside della Chiesa

Dettaglio dell’Abside della Chiesa

Oggi l’intero complesso attiguo alla chiesa è adibito a ritrovo, sala mostre, Museo delle Antiche Vie e ostello per la gioventù.

La torre campanaria, l’antica Chiesa e la nuova

La torre campanaria di Urbana è un’antichissima costruzione in mattoni, con bifore sostenute da colonnine binate a livello della cella campanaria e terminante con una merlatura recentemente aggiunta. La base del manufatto è forte di pietre in trachite – con rozzi bassorilievi altomedioevali provenienti da altre costruzioni – e da blocchi di marmo di epoca romana, con date e tracce d’epigrafia.

Interessanti sono le scritte su pietra tenera incastonate nella parete sud, che riportano l’una, la data di un rifacimento trecentesco a opera di un certo Mastro Pastega e nipote Antonio, l’altra, un invito ai viandanti ad ammirare l’opera dei suddetti mastri muratori.

Se è chiara la data di un rialzamento della torre  del ‘300, è altrettanto certa la maggior vetustà della base, che si può far risalire al XII secolo, tempo in cui altre chiese, pievi e monasteri sorsero nella nostra terra.

 

Le Chiese e la torre campanaria

Le Chiese e la torre campanaria

Doveva essere di fondazione antichissima la prima chiesa di Urbana: alcuni studiosi la fanno risalire al 1000 o addirittura a epoche precedenti e ritengono che sia stata all’inizio dedicata a Sant’Anastasio, presente a Padova nel IV secolo e poi, in epoca longobardo-franca, intitolata a S. Gallo. Il Barozzi nel ‘489 – la chiesa era già stata ricostruita più d’una volta – la ricorda lunga circa 23 metri, larga 9 e con una volta quasi del tutto completata; una costruzione di tutto rispetto insomma che, come dice il vescovo padovano: “È cappella di S. Maria di Casale… benché abbia una popolazione maggiore del doppio di quella”.

 

Tra il 1928 e il 1934 fu costruita la neogotica chiesa attuale, al cui interno a tre navate, dopo una prospettiva di archi e vele rette da belle colonne in marmo rosso, appare l’altar maggiore, opera di linee barocche e con marmi di pregevole fattura. Prezioso è in questo altare il ciborio-tabernacolo, ricco di colonnine e tarsìe marmoree e altrettanto preziose sono le settecentesche statue di S. Gallo e S. Anastasio sulla sinistra e sulla destra di questo.

Museo delle Antiche Vie

Per info e prenotazioni www.museosansalvaro.it